Spesso chiamata “l’AIDS felino”, la FIV (Feline immunodeficiency virus, virus da immunodeficienza felina), è una malattia causata da un retrovirus, biologicamente simile a quello della FeLV e dell’HIV, il virus responsabile dell’AIDS umano. Il virus attacca il sistema immunitario, rendendo il gatto più sensibile alle infezioni e alle neoplasie. E’ bene sottolineare subito che i retrovirus sono peculiari per ogni specie: è impossibile che un gatto contragga l’HIV come è impossibile che un essere umano contragga una malattia da immunodeficienza vivendo con un gatto FIV(+).
A differenza dalla FeLV, la FIV si trasmette principalmente con ferite da morso dato che il virus, per contagiare un altro gatto, ha bisogno di un contatto profondo tra saliva e sangue. Per questo motivo l’infezione è più diffusa tra i maschi liberi (2 volte più colpiti rispetto alle femmine). La trasmissione transplacentare o attraverso il latte materno è molto rara, tanto che solitamente gatte FIV(+) partoriscono cuccioli FIV(-).
Una volta che il virus entra nell’organismo, l’infezione è caratterizzata da tre stadi:

stadio acuto: febbre, ingrossamento dei linfonodi, infezioni alla pelle o all’intestino. Questo stadio si sviluppa intorno alla quarta-sesta settimana dall’infezione
stadio latente: i sintomi della malattia scompaiono. Il virus, lentamente, distrugge il sistema immunitario. Questo stadio asintomatico può durare molti anni.
stadio terminale: quando il sistema immunitario “cede”, il gatto è esposto alle infezioni, tipicamente batteriche, parassitarie o da miceti (infezioni opportunistiche). Inoltre si possono sviluppare alcune neoplasie, sintomi neurologici, anemia. In questo stadio l’aspettativa di vita non supera l’anno.
Diagnosi
I gatti FIV(+), a un’indagine biochimica, risultano normali. E’ possibile rilevare, tramite analisi del sangue, anemia e diminuzione dei globuli bianchi e l’aumento della globulina.
L’infezione viene solitamente diagnosticata mediante test su sangue, che identifica gli anticorpi del virus (presenti nelle prime 3/6 settimane dall’infezione).
Il test è eseguibile in ogni laboratorio veterinario, tramite un piccolo prelievo di sangue e l’utilizzo di un apposito kit. E’ pressoché immediato e la risposta si ha in pochi minuti.

Terapia
Data la lenta progressione della malattia, è importante che un gatto FIV(+), nella fase di latenza, sia regolarmente alimentato, vaccinato e sverminato. La cura è volta a contrastare gli effetti dell’immunosoppressione, agendo contro le infezioni opportunistiche (principalmente infezioni urinarie, respiratorie e problemi cutanei).
I gatti FIV(+), se ben curati, hanno un’aspettativa di vita soddisfacente.

Prevenzione
Non esiste, allo stato attuale della ricerca, un vaccino contro la FIV.
Il virus è sensibile ai normali disinfettanti (candeggina, ammoniaca), ai raggi ultravioletti e al calore.
Il consiglio primario è comunque quello di evitare le situazioni a rischio: non lasciare il gatto libero, non introdurre nuovi soggetti senza conoscerne la storia clinica, non accettare accoppiamenti senza avere la certezza di test recenti e negativi. La sterilizzazione elimina completamente gli istinti riproduttivi, abbassando le proprietà che il gatto venga morso (o morda) gatti infetti.
Se il gatto vive prevalentemente in casa o in ambienti protetti e non ha contatti con gatti estranei, è praticamente impossibile che contragga il virus.
A differenza della FeLV, è possibile far convivere un gatto FIV(+) con uno FIV(-), a patto che siano entrambi sterilizzati e che vivano in un ambiente protetto.