Mar 03 2008

GSD IV: dopo i risultati, qualche considerazione

Dopo il post di ieri su Millenia e sulla GSD IV, abbiamo ricevuto un interessante commento da parte di Silvia (http://www.lincerossa.com) al quale ci sentiamo di dover replicare.
La decisione di sterilizzare Millenia non è stata semplice. E’ una gatta che ha in pedigree importanti linee e lei stessa è (tecnicamente parlando) una micia valida e sana. Questa decisione è stata presa anche seguendo le linee guida dei veterinari francesi che, collaborando con l’AID Skogkatt e il laboratorio Antagene, stanno cercando di definire i modi migliori di approcciarsi a questa patologia, che sono:

  • valutare l’importanza del gatto, da un punto di vista delle linee di sangue
  • valutare la “tipatura” del gatto

Se entrambe sono irrinunciabili (ovvero linee molto importanti o rare e gatto “perfetto”), allora si può decidere di continuare a utilizzare il gatto in un programma di allevamento, ovviamente facendolo riprodurre con omozigoti negativi alla mutazione della GSD IV; testare quindi tutti i cuccioli che si intende dare da riproduzione e continuare a lavorare su soggetti omozigoti negativi.
In questo modo si ottengono due risultati importanti: si salvaguardano le linee di sangue e si inizia la via della loro negativizzazione (visto che non saranno portatori della mutazione).
In sostanza si tratta di valutare la decisione da prendere a seconda del soggetto che si ha davanti, non in senso assoluto: nel caso di Millenia non c’è il problema del depauperamento del pool genetico dato che, mentre da un lato è vero che la sua è una linea importante, è altrettanto vero che è diffusa a sufficienza per poter “recuperare” altri soggetti (possibilmente non carrier) e continuare da lì il lavoro di selezione.
Non pensiamo assolutamente che sia “immorale” lavorare con gatti carrier: crediamo nell’importanza dei test e della loro giusta interpretazione, perché solo da un’attenta e consapevole prevenzione e da un piano sanitario rigoroso è possibile dare davvero il nostro contributo per la salvaguardia della salute del Norvegese delle Foreste, anche a costo di dover cambiare i nostri piani di allevamento da un giorno all’altro.
Il rendere pubblici i risultati dei test sui riproduttori, qualunque esito essi abbiano, è uno dei capisaldi della nostra filosofia di allevamento perché l’informazione e la diffusione della conoscenza sono l’unico modo che abbiamo per cercare di fare “allevamento” nel migliore dei modi.

Ringraziamo Silvia per il suo commento! :)

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