Il Norvegese delle Foreste, conosciuto come Norsk Skogkatt nella sua terra d’origine, è una razza antica. Le suefreya origini si perdono nei miti e nelle leggende scandinave: la più famosa è forse quella della dea Freya, la dea della fertilità del pantheon scandinavo, che si dice guidasse un carro d’oro trainato da due grossi gatti grigi. Anche Thor, il dio del tuono, in un’impresa con il fratello Loki, fu sottoposto a una prova di forza che consisteva nel sollevare la zampa di un grosso gatto. Leggende parlano anche dei Vichinghi, che usassero portare con sé sulle navi dei gatti a protezione dai topi.

pans-trulsIl primo club di razza, il Norsk Skogkattring, nasce in Norvegia nel 1975, anche se il programma di allevamento dei Norvegesi delle Foreste risale agli anni ’30 del secolo scorso, per preservare la razza minacciata dall’estinzione e selezionare i migliori soggetti adatti alla riproduzione. Il lavoro fu bruscamente interrotto dalla Seconda Guerra Mondiale, ma riprese con vigore negli anni ’50, arrivando al riconoscimento del primo Norvegese delle Foreste da parte della FIFe, Pan’s Truls (nella foto) sul quale, nel 1977, venne stilato lo standard di razza. In Norvegia questo evento venne ricordato con francobollo commemorativo.

Il Norvegese oggi

Nonostante la mole imponente e l’aspetto selvatico e fiero, il Norvegese delle Foreste è un gatto dolce e “familiare”: è un compagno di vita affettuoso e coccolone che, con il suo miagolio inconfondibile, segue l’amico umano per tutta casa mostrando il suo affetto in moltissime occasioni. Ama le comodità della vita domestica anche se l’ambiente dove vive deve essere attrezzato con giochi “a sua misura” per permettergli di sfogare la sua grande energia. E’ un giocherellone a ogni età, ama rincorrere palline e topini e un robusto tiragraffi sarà il suo luogo preferito per farsi le unghie.
Estremamente adattabile, vive benissimo sia in appartamento che in una casa con giardino, posto che ne venga garantita la sicurezza (soprattutto di terrazzi e balconi).
Basta spazzolarlo una volta la settimana per mantenerlo in ordine, intensificando durante il periodo della muta e d’inverno perché, dato il suo particolare pelo, non è soggetto alla formazione di nodi. Sconsigliamo il lavaggio ripetuto, perché potrebbe sciuparne il sottopelo.
Non ha particolari problemi di salute nè di alimentazione, che deve essere comunque di ottima qualità: croccantini e umido delle migliori marche vanno benissimo, facendo attenzione con la somministrazione del latte e del riso che, in alcuni casi, possono provocare diarrea.